Newsletter TDF 1.2/2004

SpaceShipOne riapre la via astronautica, dopo 36 anni!

di Adriano Autino

Cari Coplanetari,

Oggi è una giornata storica, e niente sarà più come prima, su questo vecchio pianeta. Il 21 giugno 2004 sarà ricordato nella storia come una data importante almeno quanto quelle degli storici voli, compiuti dai fratelli Wright e da Charles Lindbergh, circa un secolo fa.

Sia che SpaceShipOne riesca ad aggiudicarsi i 10 milioni di dollari dell’X-Prize, sia che non riesca, ormai l’impresa è stata compiuta. Questa mattina, nel deserto del Mojave, un veicolo interamente disegnato e costruito da privati (la statunitense Scaled Composites, di proprietà della leggenda aeronautica vivente Burt Rutan, sponsorizzato da Paul Allen, cofondatore della Microsoft) ha raggiunto la quota suborbitale di 100 km, ed è tornato a terra dopo un volo parabolico di circa 1.5 ore. Alla guida del veicolo il pilota civile sessantaduenne Mike Melvill. Per aggiudicarsi il premio SpaceShipOne dovrà ripetere il volo due volte a distanza di quindici giorni, con una semplice manutenzione ordinaria tra i due voli, portando a bordo tre civili, non addestrati.

Qualsiasi TV non italiana ha dato grande rilievo a questo avvenimento storico, mentre da noi se ne è parlato poco e male. La cronica disinformazione del giornalismo scientifico nostrano? Forse. Non saprei altrimenti come spiegare il completo silenzio di RAI 1, il trafiletto di RAI 2, e le poche pagine dedicate da RAI 3. Non ho visto la Fininvest, quindi non posso dire. Chi ha brillato per ignoranza e faziosità è stata Radio Popolare di Milano, che ha commentato la notizia più o meno così: “si apre il turismo spaziale per pochi ricchi, una cosa anche immorale, visto che ogni volo ha un impatto ambientale notevole”.

Molti amici astronauti (nell’ideale, se non nel mestiere), attendevano invece questo giorno con trepidazione ed ansia, ed hanno commentato meglio di me tutti gli aspetti di grande cambiamento che questo giorno porta con sé. Ma non nel nostro Paese. Allora perdonatemi se contribuisco come posso, modestamente, a dare per una volta l’informazione essenziale, anche se di mestiere faccio il softwarista, e non l’astronauta, e neppure il giornalista.

Primo, la tecnologia. Il filo che SpaceShipOne ha riannodato oggi è quello interrotto 36 anni fa, quando fu abbandonata la promettentissima linea di sviluppo dell’X-15, un aereo suborbitale che ha fatto 199 voli dal 1959 al 1968, arrivando a quota 67 miglia, quasi 108 km.

L’X-15 veniva portato a quota 13 km da un B52, poi, rilasciato, accendeva il motore a razzo ed accelerava a mach 4 – 6, per raggiungere lo spazio. L’X-15 fu sacrificato sull’altare degli interessi dei costruttori di razzi spendibili, per dare vita allo shuttle, una macchina non interamente riutilizzabile, costruita in soli cinque costosissimi esemplari, e che non diede mai vita ad una produzione industriale. Quella scelta – con le sue tragiche conseguenze della tragedia del Challenger del 1986, e del Columbia nel 2003 – segnava l’abbandono dell’astronautica, e l’inizio di una politica spaziale rivolta principalmente verso la terra, e non verso l’alto. Iniziava l’era dei lanci dei satelliti di telecomunicazione e di osservazione della terra, mentre l’astronautica veniva relegata al compito di mero esperimento scientifico, privandola del tutto del suo ruolo principe: l’esplorazione dello spazio prima, e l’industrializzazione dello spazio geo-lunare poi. Si perpetuava così per oltre trent’anni il dominio assoluto dei governi e delle agenzie spaziali sulla frontiera alta, e l’orbita terrestre si riempiva di spazzatura, fino a rinchiuderci in una gabbia di ferro, pesante quanto la gabbia ideologica costruita dalle filosofie terrocentriche, dei cosiddetti limiti dello sviluppo.

Ma oggi tutto questo è storia. SpaceShipOne ha dimostrato diverse cose, tutte di un’importanza che si comprenderà appieno solo nei mesi e negli anni a venire: 

(i) non è vero che mettere un kg. in orbita deve ancora costare 20.000 dollari americani, quando i nuovi veicoli saranno messi a punto e prodotti industrialmente costerà molto meno;
(ii) non è vero che per raggiungere lo spazio servono le tecnologie delle grandi agenzie governative; 
(iii) non è vero che per andare nello spazio servono lunghi addestramenti e bisogna essere per forza giovani (Mike Melvill ha 62 anni!). 

Questo solo per cominciare.

Coloro che paventano i costi ambientali del volo spaziale si chiedano quanto costa all’ambiente terrestre l’insistenza sulla filiera energetica petrolifera, in confronto all’energia solare pulita ed illimitata raccolta nello spazio ed immagazzinata a terra in forma di idrogeno (per fare solo un esempio). Si chiedano anche come mai le due lobby ecologiste (Green Peace e WWF, entrambe foraggiate dalle lobby petrolifere), abbiano sempre caldeggiato solo ed unicamente le cosiddette fonti alternative (eolico e solare terrestre) che non hanno alcuna possibilità di competere ne' quantitativamente ne' economicamente con lo strapotere del petrolio, mentre si oppongono alle tecnologie spaziali e continuano a tacere vergognosamente sull’idrogeno.

Oggi anche questo è storia. Vengono scatenate guerre assurde e retrograde, lorsignori fanno di tutto per denigrare ed affossare la cultura scientifica e la ricerca tecnologica, assecondando ogni sorta di ciarpame ideologico, in un criminale tentativo di prolungare il loro impero, mettendo a rischio la continuazione stessa della civiltà umana. Ma poi un piccolo premio, istituito nel 1996 da due mecenati visionari, smuove l’iniziativa di alcuni uomini ed alcune donne di buona volontà, e succede una cosa altrettanto piccola, come lo fu il volo dei fratelli Wright (chissa' se passo' anch'esso inosservato sulla stampa nostrana?), una di quelle cose piccole, che però cambiano la storia!

Tutti coloro che hanno a cuore la continuazione della nostra civiltà, questa sera brindano a champagne!

Viva SpaceShipOne! Viva Burt Rutan! Viva Mike Melvill e tutti coloro che hanno contribuito a questo successo!

Oggi piu' che mai: guardate in alto!

Adriano Autino

[021.AA.TDF.2004 - 21.06.2004]