Imparare dalle tragedie

di M. Martin-Smith

Nota della redazione: come promesso, Michael Martin-Smith ha fornito alcuni commenti e suggerimenti molto utili. Il Dott. Martin-Smith - direttore education di TdF - è dottore in medicina, esperto in astrobiologia, ed astronomo dilettante.

Io non ho molto da aggiungere sui fatti del 26 Dicembre, che Adriano ha coperto molto bene! 

La mia speranza principale è che il disastro incoraggi le nazioni dell'Asia Meridionale a collaborare per la creazione di sistemi di monitoraggio e dei terremoti e degli tsunami, programmi di formazione, e sistemi di comunicazioni rapidi, che permettano di salvare molte più vite, in eventi futuri. 

        Un villaggio in rovine vicino alla costa di Sumatra

Gli tsunami viaggiano a centinaia di chilometri orari. Nondimeno, se l'epicentro si trova in mare aperto, possono trascorrere 1 o 2 ore o più, prima che lo tsunami arrivi alla spiaggia. Ancora, i terremoti sottomarini possono essere rilevati da sismografi installati sul fondo marino - mentre satelliti di monitoraggio oceanico, come Topex e Seasat, possono misurare l'altezza delle onde marine, con la precisione di qualche centimetro. 

La tecnologia spaziale indiana probabilmente potrebbe fare questo lavoro piuttosto a buon mercato. 

Più semplicemente, se ogni spiaggia o albergo fossero dotati di un cartello o poster che dice: "Se si vede il mare ritirarsi dalla spiaggia in modo insolito, correre verso l'entro-terra il più velocemente possibile", molte persone si sarebbero trovate ad 1 o 2 chilometri nell'interno, quando lo tsunami si è abbattuto sulla spiaggia. 

È anche importante non andare ed esplorare la spiaggia subito dopo che l'onda si è ritirata, ci potrebbe essere una seconda onda più grande, o anche una terza. 

Molte delle persone che sono morte avrebbero potuto inoltrarsi nell'entro-terra per 1-2 chilometri in meno di 10 minuti, se solo fossero stati propriamente avvertiti. 

Per il futuro, potrebbero essere preparati dei percorsi in terra battuta, che conducano a rifugi, dove i fuggitivi potrebbero essere registrati e contati, su larga scala. 

È probabile che molti potrebbero salvarsi in questo modo, ed almeno i soccorritori avrebbero informazioni tempestive su chi è sopravvissuto, e chi invece si deve cercare. 

Altri sviluppi tecnici essenziali dovrebbero includere sistemi, portatili ed economici, di purificazione dell'acqua. In queste situazioni ci si trova con enormi quantità d'acqua salata o inquinata, che non si può bere in sicurezza. 

Penso che del lavoro di ricerca dovrebbe essere fatto, per indagare sui sistemi osmotici a membra, che potrebbero usare localmente energia solare per generare acqua pulita sul posto, a basso costo. 

Forse potrebbero essere d'aiuto, qui, i lavori fatti per le stazioni spaziali o per la missione di lunga durata verso Marte? 

In sintesi. 

Queste tragedie non possiamo prevenirle. Ma se la cooperazione internazionale migliora, e così l'educazione, la ricerca tecnica e lo sviluppo per l'assistenza ed il recupero, e lo spirito di generosità popolare mondiale possono portare a risultati di lungo termine - alllora forse qualcosa di buono può venire da questa terribile esperienza. 

Le tragedie possono portare alla luce il meglio o il peggio in noi Umani: sta a noi la scelta! 

Michael Martin-Smith 

I paesi impattati dallo tsunami del 26 dicembre 2004

[003.MMS.TDF.2005 - 05.01.2004]