Per il diritto umano al volo spaziale!

di Adriano Autino

NEWSLETTER TDF 2-2006

Cari Coplanetari,

il 2006 si avvia verso la fine in un clima di perdurante incertezza, ma con qualche schiarita. Quando parlo di schiarite non mi riferisco tanto alla politica, quanto alla possibilità che un minimo di chiarezza possa aprirsi finalmente la strada, nella grande confusione imperante, circa le alternative di sopravvivenza della civiltà umana. 

Sul piano politico, la sconfitta della strategia neo-con alle elezioni di mid-term statunitensi ci conforta perlomeno da un punto di vista. La più grande democrazia del mondo pareva intontita dalla spudoratezza dei brogli elettorali (ricordiamo l'invalidazione di migliaia di voti di elettori di colore, documentata da tanti giornalisti indipendenti, nelle presidenziali del 2004), dall'arroganza degli scandali impuniti, e dall'avidità criminale di quanti hanno trasformato un intervento militare che poteva essere di liberazione in una guerra di saccheggio e sterminio. Quella stessa democrazia ha saputo riscuotersi e togliere il paese dalle grinfie di una cricca di potere sempre più integralista, autoritaria e malavitosa. Che la parte politica vincente sappia adesso amministrare questo patrimonio è tutto da vedere, come dimostrano altri casi da questa parte dell'Oceano Atlantico. 

DIRITTO ALLO SPAZIO

una bozza di articolo costituzionale

di A. Autino e P. Q. Collins

In seguito all’enorme successo evolutivo e tecnologico della nostra specie, il nostro pianeta natale, la nostra amata Terra, è divenuta ormai insufficiente, per ospitare e dare sostentamento a tutti gli umani che la abitano. Di conseguenza la limitatezza del nostro pianeta rappresenta ormai un ostacolo grave al godimento del diritto fondamentale alla libertà, che la Costituzione riconosce come bene supremo e primo diritto inalienabile di ogni essere umano. Infatti il carattere finito delle risorse materiali, energetiche ed ambientali del nostro pianeta pone un limite crescente alle possibilità di progresso sociale ed economico delle persone e delle comunità. Questa situazione sarebbe causa di una progressiva diminuzione delle libertà fondamentali, se la nostra civiltà dovesse restare confinata al suo solo pianeta natale. Ne sarebbero limitate, in primo luogo, la libertà di procreare, la libertà di realizzare al massimo le capacità di ciascuno, la libertà di aspirare a sempre migliori condizioni di esistenza per la propria progenie, la libertà di ricercare onestamente ed operosamente la felicità, in un contesto di civiltà, democrazia, benessere e rispetto reciproco crescenti. Proponiamo quindi di inserire nella Costituzione il seguente articolo:

“La Costituzione riconosce a ciascun abitante della Terra il diritto inalienabile a viaggiare dalla Terra allo Spazio, alla Luna ed a qualsiasi corpo celeste, così come a tornare nel  proprio Paese o in altri Paesi sulla Terra, conservando in ogni caso i propri diritti di cittadino terrestre. 

La Costituzione promuove lo sviluppo di tutte le condizioni necessarie a rendere effettivo tale diritto.”

FIRMA PER IL DIRITTO ALLO SPAZIO!

Ma per una volta la democrazia ha dato una buona prova di sè, e questa situazione, finchè dura, depura un po' l'aria e ci aiuta a ragionare e ad indicare alcuni fatti fondamentali. Perlomeno chi critica la politica di Bush e dei neo-con non potrà più essere tacciato di anti-americanismo, visto che la maggioranza degli Americani ha sonoramente dimostrato la propria critica con il voto!

Sul piano socio-economico, un monito molto autorevole è venuto dall'economista britannico Nicholas Stern, ex dirigente della Banca Mondiale, che per lo scenario peggiore prevede un calo del 20% del prodotto economico mondiale a causa dei mutamenti climatici. Un costo calcolato attorno ai 5,5 trilioni di euro, se non si affronterà il problema in maniera risolutiva entro i prossimi dieci anni. È forse la prima volta che l'economia si pronuncia in modo così netto sui problemi ambientali e di risorse. E fa il paio, questa presa di posizione, con le dichiarazioni rilasciate dal grande matematico Stephen Hawking, in occasione di un congresso recentemente svoltosi a Hong Kong. Per la razza umana e per la sua sopravvivenza -- sostiene Hawking -- è importante dislocarsi nello Spazio. Il destino dell'umanità dipenderà dalla sua capacità di colonizzare nuovi mondi che siano compatibili, almeno in parte, con le nostre esigenze. Il nostro pianeta non è più un luogo sicuro dove far proliferare la razza umana, e in generale la vita stessa: varie minacce, da quella atomica, ai cambiamenti climatici, lasciano supporre che, fra non molto, il pianeta Terra non sarà più abitabile dagli umani. 

Leggiamo sui media, in questi giorni, che un solo pianeta non è più sufficiente per il nostro sviluppo. E la stridente dicotomia tra l'insopprimibile esigenza di nuovo sviluppo economico ed il pericolo che proprio lo sviluppo rappresenta per l'ambiente e per la disponibilità di risorse del nostro pianeta madre, dovrebbe ormai risaltare in modo sempre più evidente, a chiunque non voglia tenersi i propri vecchi paraocchi ideologici novecentisti, che sono destinati a costare sempre più cari, e purtroppo non solo a chi li indossa, visto che spesso proprio chi li indossa sta in posizioni decisionali.

Francamente trovo anche parecchio strano che l'evidenza non sia ancora evidente se non ad una sparuta pattuglia di astro-umanisti: se un pianeta non basta, e se non accettiamo di ridurre l'umanità, è ora di pensare seriamente a qualche altro corpo celeste. Non è semplice? Evidentemente no. Dove sta allora il problema? Evidentemente molti trovano assolutamente accettabile la riduzione del genere umano, purchè ovviamente loro stessi e la loro discendenza non siano nel numero da ridurre. Invito tutti voi, che leggete queste note, a riflettere sull'estrema pericolosità sociale di tale ragionamento. I risultati vanno dalle strategie nazionali, in cui l'orientamento militarista è sempre più importante, anziché il contrario, all'involuzione etica dell'impresa, alla criminalità organizzata rampante nelle metropoli post-industriali. Tutti si sentono progressivamente più precari, sulla faccia del pianeta, e quindi si mettono nell'ordine di idee di combattere per accaparrarsi il diritto alla sopravvivenza. Il filo conduttore, dal macro al micro, è la filosofia dell'omicidio o, nella migliore delle ipotesi, della noncuranza verso l'omicidio. Ma, se il trend è verso la violenza sociale sempre più diffusa a tutti i livelli, molti di coloro che oggi sono indifferenti potrebbero esserlo solo perché non si sono ancora svegliati. Quando costoro capiranno di essere tutti in pericolo, potrebbe essere troppo tardi per qualsiasi alternativa.

Potrà prevalere la ragione? Sì, se saprà individuare la via alternativa, logica ed evidente, per rilanciare lo sviluppo, a livelli mai sperimentati in precedenza, e nel contempo alleggerire l'ingombro umano sul pianeta: la via dello spazio.

Il fatto che oggi siano gli economisti ed i grandi filosofi a scendere in campo ed a puntualizzare la criticità della situazione, mi fa ben sperare, nonostante tutto: mentre gli ecologisti integralisti - che cantano questa canzone da decenni - non hanno mai saputo proporre altro che il suicidio della nostra specie, per salvare il pianeta, economisti e filosofi di diversa impostazione ideologica sapranno ben vedere le vere alternative, ed il messaggio di Hawking ne è la prova!

Da parte nostra, in questo mese di novembre 2006, lanciamo una grande iniziativa, a livello planetario: UNA BOZZA DI ARTICOLO COSTITUZIONALE PER IL DIRITTO ALLO SPAZIO. La proposta, che vi invitiamo a firmare, è stata preparata dal sottoscritto, Adriano Autino, su sollecitazione di Patrick Collins. Collins puntualizza anche, in una breve nota, come la nostra proposta non sia in contrasto con alcuna legislazione vigente. 

Nel numero 2/2006 di TDF trovate una serie di articoli, tutti tendenti a cercare di fare chiarezza sul nodo filosofico-politico della cosiddetta opzione spaziale:

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Luisa Spairani - "Il grand tour di Gaetano A. Crocco continua" - 50 anni fa, il Generale Crocco scrisse pagine di un'attualità incredibile, circa le facilità offerte dallo spazio per il viaggio spaziale, sviluppando, in anticipo di 40 anni, il concetto delle autostrade cosmiche. 

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Alberto Cavallo - "Lo spazio è la risposta alla crisi delle risorse" - lo spazio come risorsa di sviluppo, in alternativa alle strategie militariste ed al declino industriale

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Adriano Autino - "Per una politica di sostegno all'avvio della space economy" - che cosa un governo intelligente potrebbe fare per favorire la nascita della space economy; contiene alcuni punti di un programma di governo.

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Kim Peart - "Creare una civiltà solare" - un vero e proprio paper congressuale, che analizza l'espansione nello spazio, e la creazione di una civiltà solare, come passo evolutivo obbligato, per la nostra specie, a questo punto del proprio sviluppo, e non in un lontano futuro.

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Adriano Autino & Patrick Collins - "Diritto allo Spazio, una bozza di articolo costituzionale"

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Patrick Collins - "Alcuni precedenti per un Diritto Costituzionale al Viaggio Spaziale"

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Giulio Gelibter - "L'uomo nuovo è nato, ed è frattale", intervista con Benoit Mandelbrot

In chiusura di queste brevi note, ripeto l'invito a firmare ed a far firmare la nostra proposta costituzionale: dobbiamo raccogliere migliaia di firme, e poi presentare la proposta, innazitutto per l'inserimento nella Costituzione Europea.

Ma invitiamo tutti i coplanetari a farsi portatori di questa proposta presso i rispettivi governi nazionali: facciamo in modo che ci sentano, e che ci sentano i quasi 7 miliardi di umani che popolano questo pianeta, i veri destinatari della nostra proposta!

Guardate in alto!
Adriano Autino

[020.AA.TDF.2006 - 11.11.2006]