Creare una civiltà solare

Kim Peart (Agosto 2006)

L'avvertimento di Hawking
Un pericolo per noi stessi
Verso un'economia solare
Alla ricerca di insediamenti nello spazio
Arche solari
Coltivazioni spaziali
La sicurezza nello spazio
Volar fuori dal nostro nido terrestre
Valori celesti
Spazio verde
Corpo di pace solare
Esplorazione interstellare
Rete stellare
In direzione delle stelle
Manca ET
Iniziativa spaziale dei cittadini della Terra
Tra le stelle

Credits: www.konsept.com.tr

Uscendo dal nostro nido terrestre per vivere nel sistema solare, dobbiamo portare nello spazio il nostro modo di agire distruttivo che usiamo sulla Terra oppure possiamo creare tra le stelle una nuova società?

Il nostro pianeta viaggia nella notte vellutata dello spazio come una rara oasi dove prospera la vita e la specie umana è emersa per guardarsi intorno, meravigliata, tra le stelle. La Terra sembra un luogo relativamente sicuro per la vita, ma le apparenze ingannano e celano una realtà ben diversa. Non possiamo più pretendere di essere al riparo nel nostro nido terrestre da calamità naturali o da eventi che potrebbero portarci all'estinzione.

L'avvertimento di Hawking

Stephen Hawking, - titolare lucasiano della cattedra di matematica all'università di Cambridge - padre, nonno e autore del best seller "A Brief History of Time", ha recentemente invitato l'umanità a considerare un futuro nello spazio. A Hong Kong con la figlia Lucy per una serie di conferenze, Stephen Hawking ha ammonito che dobbiamo raggiungere le stelle per sopravvivere e ha citato, tra i pericoli che potrebbero mettere a repentaglio il futuro dell'umanità sulla Terra, un repentino riscaldamento globale, una guerra nucleare e un virus prodotto con l'ingegneria genetica.

La razza umana è schizzata dall'Età della pietra all'era spaziale in un lasso di tempo assai breve, passando dalla caccia ai mammut al turismo nella Stazione spaziale internazionale. Il desiderio umano di avventura e scoperta nello spazio potrebbe rivelarsi giustificato alla luce dei pericoli che possono concretizzarsi attraverso l'atmosfera, come gli innumerevoli asteroidi giganti in orbita nel sistema solare. L'ultima roccia, grande come una montagna, ha visitato la Terra 65 milioni di anni fa e ha segnato la fine dell'epoca dei dinosauri che, per loro sfortuna, non avevano sviluppato un programma spaziale. Di loro ci sono rimaste in eredità soltanto ossa fossilizzate. Di fronte ai pericoli cosmici e alle minacce terrestri dobbiamo dare maggiore importanza alla questione della nostra sopravvivenza in futuro? Se un asteroide colpisse la Terra facendo cadere la nostra specie dall'albero evolutivo, potremmo anche noi lasciare in eredità soltanto una grande quantità di ossa.

Un pericolo per noi stessi

Possediamo ora la tecnologia per espanderci nel sistema solare, uno sviluppo che aumenterebbe le prospettive di sopravvivenza della nostra specie, ma l'attuale finestra sullo spazio rimarrà aperta? Numerose civiltà si sono succedute nel corso della storia sfidando l'infinito per poi scomparire lasciando di sé soltanto rovine, materia di studio degli archeologi. La nostra attuale civiltà mondiale sembra invincibile, ma l'incremento demografico e una tecnologia esigente mettono sotto stress l'ecologia del pianeta e in caso di danno ambientale superiore alla soglia critica, anche la nostra civiltà potrebbe essere a rischio. Jared Diamond ha attentamente analizzato questa problematica nel suo libro "Collapse"[1] nel quale ammonisce che la civiltà del nostro pianeta potrebbe trovarsi a rischio per gli stessi motivi storici di un tempo. Il crollo di una nazione strategicamente importante nell'economia mondiale avrebbe ripercussioni a catena con un effetto domino. Le società e le economie mondiali sono interconnesse e quindi l'impatto di tale crollo sarebbe a sua volta mondiale. Se perdiamo l'attuale vantaggio tecnologico per lo spazio, non esistono garanzie che la nostra specie possa riacquisire la capacità di un programma spaziale.

La situazione dei sopravvissuti a un tale crollo sarebbe drammatica, sapendo che avrebbero potuto essere viaggiatori stellari e sono invece rimasti prigionieri su una roccia nello spazio. Il loro destino vanificherebbe tutti gli attuali sforzi tesi a costruire questa straordinaria civiltà di cui siamo fieri e che pensiamo non possa finire mai. Se la nostra finestra di opportunità di espansione nello spazio si rivelasse limitata, l'inazione odierna minaccerebbe la futura sopravvivenza della nostra specie. Fintanto che non avremo stabilito insediamenti umani sostenibili nello spazio e iniziato il cammino verso le stelle, resteremo alla mercé di un universo alquanto pericoloso e imprevedibile, proprio come accadde ai dinosauri.

Verso un'economia solare

La realizzazione di insediamenti umani nello spazio comporta costi enormi, ma se l'espansione nello spazio aiuta a garantire la nostra sopravvivenza, il successo sarebbe una polizza assicurativa che non possiamo permetterci di ignorare. Fortunatamente il nostro sistema solare è un luogo eccezionalmente prospero. La realizzazione di insediamenti umani e attività industriali nello spazio, eliminerebbe la necessità di approvvigionamenti a partire dalla Terra. Con un'energia solare illimitata proveniente dal Sole e i materiali raccolti nel sistema solare, un'economia solare supererebbe progressivamente l'economia terrestre. Questa linea potrebbe essere definita come la linea di libertà dell'economia solare e contribuirebbe a promuovere una presenza permanente e sostenibile nello spazio. La sfida diventa un processo molto più semplice: collegare la necessità di garantirci la sopravvivenza nello spazio con la fantastica economia solare che attende di essere realizzata.

L'ingente sforzo necessario per espandere l'insediamento umano e l'attività industriale nello spazio, avrebbe numerose e immediate ripercussioni positive, tra cui creazione di posti di lavoro, progressi tecnologici, nuove scoperte, espansione della civiltà umana nello spazio, accesso alla ricchezza del sistema solare a vantaggio dell'umanità e inizio del tragitto verso le stelle. La maggior parte dei processi produttivi potrebbe svolgersi in futuro nello spazio, dove fabbriche automatizzate produrrebbero qualsiasi prodotto desiderato, grazie all'energia ricavata dal Sole e alle risorse raccolte nel sistema solare. La Terra è situata al fondo di un pozzo di gravità e quindi il trasporto di prodotti dallo spazio alla Terra sarebbe poco costoso e contribuirebbe a ridurre la pressione umana sull'ambiente terrestre, consentendo al pianeta di rimettersi gradualmente dallo stress subito per secoli a causa delle attività umane.

Un altro vantaggio dell'espansione della società umana nello spazio potrebbe essere quello di evitare completamente il tragico crollo della nostra civiltà mondiale che forse ci attende dietro l'angolo. Rinunciare a compiere il massimo sforzo per l'espansione nel sistema solare potrebbe significare la perdita totale di quanto abbiamo ottenuto, un prezzo eccessivo da pagare per l'inazione. L'investimento necessario per estendere la nostra società e l'economia nel sistema solare genererebbe un'immensa ricchezza, mai registrata in precedenza nella storia umana. Impostando oculatamente il progresso potremmo anche creare una nuova società nello spazio e sulla Terra all'insegna della completa inclusione che farebbe della povertà e della fame fantasmi del passato e reperti di museo.

Alla ricerca di insediamenti nello spazio

Si prevede di andare di nuovo sulla Luna e stabilirvi una base per la ricerca scientifica e industriale, ma come sede permanente di insediamento la Luna presenta varie difficoltà. La gravità della Luna è soltanto un sesto di quella terrestre e i residenti lunari a lungo termine svilupperebbero ossa più leggere e muscoli più deboli. Il ritorno sulla Terra per trascorrere una giornata sulla spiaggia sarebbe pericoloso per la loro salute. Gli scienziati della base lunare dovrebbero ritornare periodicamente sulla Terra per mantenersi idonei alla gravità terrestre oppure trascorrere diverse ore la settimana in una centrifuga. La lunga notte lunare di 672 ore limiterebbe inoltre l'accesso all'energia solare dal Sole per due settimane consecutive.

Marte offre maggiori opportunità per l'insediamento umano, ma il pianeta rosso è lungi dall'essere l'ideale. Con una gravità poco più di un terzo di quella terrestre, i problemi di gravità sarebbero praticamente gli stessi come sulla Luna e anche i futuri abitanti di Marte svilupperebbero ossa più leggere e muscoli più deboli; il ritorno a Terra per un'escursione sull'Everest sarebbe rischioso per la salute. Questa situazione è comparabile a quella di un abitante della Terra che si recasse su un pianeta con una gravità due volte e mezza quella terrestre. Il ritorno periodico a Terra per mantenere l'idoneità alla gravità terrestre non sarebbe praticabile, data la grande distanza di Marte che a volte si trova dal lato lontano del Sole. Si potrebbero prevedere centrifughe sulla superficie di Marte, ma nel caso di milioni di abitanti ciò potrebbe rivelarsi difficoltoso, soprattutto per i bambini, che possono necessitare un'esposizione permanente per acquisire la piena idoneità ad un gravità terrestre.

Su Venere la gravità è soltanto leggermente inferiore a quella terrestre e quindi si avrebbe la stessa sensazione di camminare sulla Terra, ma con una temperatura in superficie che può fondere il piombo e venti di grande forza scatenati nell'atmosfera velenosa del pianeta; non si tratta certo di un tappeto di benvenuto per l'insediamento umano. Per ovviare al problema della gravità si potrebbero progettare macchine e robot atti ad operare in superficie per operazioni minerarie e di ricerca e sviluppo, ma una telecamera resta forse per il momento l'unico mezzo sicuro per visitare questo pianeta. Col tempo si potrà forse domare la violenza di Venere e trasformare il pianeta dell'amore in un luogo piacevole, ma ciò sarà possibile soltanto in un futuro lontano.

Per ovviare al problema della gravità si potrebbero prevedere per gli insediamenti umani nello spazio strutture tipo stazione spaziale, a forma di ruota (torus), dove la forza centrifuga generata dalla rotazione fornirebbe all'interno della struttura una gravità simile a quella terrestre. Nel film ‘2001: Odissea nello spazio’, la stazione spaziale in orbita attorno alla Terra dà un'idea di come potrebbe configurarsi un insediamento tipo stazione spaziale, anche se in realtà la struttura sarebbe molto più grande, con ampi spazi aperti. Negli anni '70 il professor Gerard K O’Neill di Princeton ha proposto grandi habitat a forma di tamburo per vivere nello spazio e sono state compiute molte ricerche su questi progetti, compreso uno studio della NASA.

Con l'andar del tempo gli insediamenti tipo stazione spaziale sparsi nel sistema solare potrebbero offrire spazi abitativi a una popolazione più grande di quella terrestre e ovviare al problema della gravità su Marte, in quanto offrirebbero i vantaggi della gravità terrestre in orbita con la possibilità di accedere al pianeta sottostante e usufruire del meglio dei due mondi. Con insediamenti umani nel sistema solare dove è mantenuta la gravità terrestre, gli spostamenti tra questi insediamenti e la Terra sarebbero agevoli, senza problemi di salute o di ossa. Gli insediamenti spaziali offrono all'umanità la libertà del sistema solare e nel corso del tempo potrebbero facilitare il passaggio ad insediamenti umani situati attorno a qualsiasi sistema stellare favorevole, a prescindere che esso abbia o meno un pianeta simile alla Terra.

Arche solari

Oltre la linea di libertà dell'economia solare, le fabbriche automatizzate nello spazio potrebbero costruire altre strutture abitative tipo stazione spaziale, senza ulteriori costi per la Terra. Fisicamente si potrebbero costruire strutture di salvataggio nello spazio dove la popolazione della Terra potrebbe trovare rifugio nell'eventualità di una grande catastrofe, come l'arrivo di un enorme asteroide, troppo grande per essere deviato. Animali selezionati potranno trovare riparo in arche celesti, così come si narra sia avvenuto con l'arca di Noè.

Coltivazioni spaziali

Presso la Stazione spaziale internazionale e nel mondo, sono in corso numerose ricerche su prodotti alimentari coltivabili nello spazio, tra cui frumento, patate dolci, arachidi, soia, fagioli pinto, zucche invernali, barbabietole, papaia e banane. In futuro tutti i prodotti agricoli prodotti sulla Terra potranno essere coltivati nello spazio, grazie all'energia illimitata ricavata dal Sole, anche se probabilmente sarà data la preferenza a una dieta vegetariana. Con la capacità potenzialmente illimitata di fabbricare ambienti edificati nello spazio, il potenziale dell'agricoltura solare sarebbe enorme e in grado di coprire tutte le necessità umane. Le abilità sviluppate per coltivare prodotti alimentari per gli insediamenti spaziali potrebbero anche essere messe a frutto sulla Terra, in un futuro forse prossimo, per contribuire ad eliminare le carestie che colpiscono il pianeta.

La sicurezza nello spazio

Michael O’Hanlon del Brookings Institute ha recentemente ammonito che l'equivalente di un'autobomba nello spazio potrebbe riportare indietro l'economia al livello degli anni '50 (New Scientist, 23 giugno 2006). “Il momento è particolarmente favorevole per gli Stati Uniti e lo spazio, ma non durerà” - “Non può durare.” ha dichiarato, Gli insediamenti umani nello spazio sarebbero delle fragili bolle in un vacuum, altamente vulnerabili in caso di conflitti o attacchi terroristici. Lo spazio è già pericoloso di per sé e bisogna progettare protezioni contro le radiazioni solari, i raggi cosmici, i meteoriti e gli asteroidi che attraversano velocemente il sistema solare, senza dover aggiungere il pericolo umano. Nella situazione attuale si dovrebbe includere nelle progettazioni spaziali l'intera gamma delle precauzioni di sicurezza che oggi sono prese in tutti gli aeroporti del mondo, ma occorre anche prevedere soluzioni a lungo termine a questo problema.

Nel 1967 le nazioni della Terra hanno firmato il “Trattato sui principi che governano le attività degli Stati nell’esplorazione e nell’uso dello spazio esterno, inclusa la Luna e altri corpi celesti.” Gli astronauti dell'Apollo sbarcati sulla Luna nel 1969 hanno lasciato una targa con l'iscrizione “Siamo venuti in pace a nome di tutta l’umanità”. Il modulo lunare Eagle dell'astronave Apollo si era posato in una zona del Mare della Tranquillità che è stata chiamata "Tranquillity Base". L'ostilità umana non è ancora andata ad infettare la dimensione celeste e si può sperare che ciò non avvenga mai, ma le speranze da sole non bastano. Abbiamo ora a portata di mano la possibilità di porre le basi di una società interamente nuova nel sistema solare, improntata alla pace e alla cooperazione, sul modello della Stazione spaziale internazionale che ha riunito molte nazioni. Questo stesso spirito di esplorazione in cooperazione potrebbe essere applicato alla base lunare e alla prima spedizione umana su Marte. Il direttore della NASA, Michael Griffin, ha recentemente invitato le agenzie spaziali di Russia, Europa, Giappone e Regno Unito a partecipare alla base lunare e alla Missione su Marte (New Scientist, 19 luglio 2006).

Sull'espansione degli insediamenti umani nel sistema solare potrebbero presto gravare tutti i problemi della Terra, compresi conflitti e terrorismo. L'unica maniera di bloccare questo svolgimento è affrontare il problema alla fonte. Per garantire la sicurezza nello spazio può risultare più efficace, a lungo termine, adoperarsi per la pace sulla Terra. Conseguire la pace è possibile unicamente attuando i cambiamenti sociali ed economici che consentano all'umanità di diventare una società pienamente inclusiva. Mentre ci adoperiamo a garantire la nostra sopravvivenza estendendo l'avventura umana nel sistema solare e verso le stelle, possiamo anche cominciare a considerare tutti i figli della Terra come membri della stessa famiglia e proprio come una famiglia, assumere un interesse proattivo per il benessere di tutti i nostri parenti.

In pratica, la metà dello sforzo di portare la società umana nello spazio può significare lavorare per la pace sulla Terra, in quanto la migliore maniera per garantire la sicurezza nello spazio presuppone il conseguimento della pace sulla Terra. Il successo di questa impresa creerebbe una nuova società inclusiva nel sistema solare, una società aperta a tutti i figli della Terra. Favorendo le opportunità nello spazio e una buona qualità della vita per tutti, le vecchie ragioni all'origine di conflitti, guerra e terrorismo sarebbero spazzate via nella pattumiera della storia. Questo futuro è possibile, perché il sistema solare è un luogo favolosamente ricco. Un aspetto intrinseco dell'adoperarsi per la pace sulla Terra può comprendere una visione di come ogni essere umano possa essere collegato a questa favolosa prosperità solare che può anche essere considerata come il loro diritto e la loro eredità.

L'alternativa consisterebbe nell'assistere al terrorismo nello spazio che nuocerebbe gravemente al programma spaziale e potrebbe addirittura decretarne la fine. Dobbiamo ora esaminare come creare un'economia che risponda alle esigenze di tutti i membri dell'umanità e non lasci nessuno in condizioni di povertà o fame, pena un'inevitabile corsa all'oro da parte di nazioni e società per accampare diritti sulle ricchezze del sistema solare. Senza una visione alternativa del nostro futuro nello spazio, nel sistema solare si perpetuerebbero prevedibilmente le condizioni che hanno dato origine sulla Terra alla fame, alla povertà, ai conflitti, alle guerre e al terrorismo. Abbiamo un'occasione d'oro per scrivere un nuovo capitolo della saga umana, un capitolo completamente diverso dalle pagine intrise di lacrime del nostro passato e presente.

Volare fuori dal nostro nido terrestre

Molti hanno scritto sulle statue giganti dell'isola di Pasqua, tra questi Jared Diamond che nel suo recente libro "Collasso" cerca di capire che cosa successe a quella sperduta popolazione polinesiana di alcune migliaia di persone su una piccola isola nel Pacifico meridionale. Gli abitanti dell'isola di Pasqua svilupparono una civiltà con un'industria in forte espansione: la costruzione di statue che col passare degli anni acquistavano dimensioni sempre maggiori. Le più grandi giacciono ancora nelle cave. La civiltà dell'isola di Pasqua era talmente concentrata sulle attività necessarie per scolpire, trasportare ed erigere le colossali statue che gli abitanti trascurarono completamente il loro ambiente. Quando tutti gli alberi furono abbattuti, il degrado ambientale provocò il collasso della loro civiltà realizzata con grandi sforzi e vi fu una guerra civile con episodi di cannibalismo. I sopravvissuti abbatterono e spezzarono in due numerose statue. I mercanti olandesi che arrivarono sull'isola di Pasqua nel 1722, trovarono una sparuta popolazione che lottava per sopravvivere in un ambiente degradato e furono stupiti alla vista delle gigantesche statue, chiedendosi chi poteva averle fatte.

Il destino dell'isola di Pasqua è un avvertimento per il mondo moderno? Perché gli abitanti dell'isola di Pasqua non videro la necessità di aver cura dell'ambiente da cui dipendevano la loro sopravvivenza e la loro prosperità? Purtroppo questo tipo di comportamento si è ripetuto molte volte nel corso della storia, con civiltà che emersero, costruirono opere grandiose ma non riconobbero le necessità del loro ambiente. Jared Diamond cita esempi analoghi -i Maya e gli Anasazi- ma ne esistono molti altri e c'è da chiedersi se la situazione non si stia ripetendo nel mondo moderno dove la crescita demografica e una tecnologia esigente hanno causato e continuano a causare danni immensi all'ambiente del pianeta. Perché le società umane continuano a ripetere gli stessi modelli?

Una spiegazione potrebbe risiedere nelle leggi naturali dell'universo. All'inizio del nostro cosmo, con la nascita esplosiva del Big Bang, 13,7 miliardi di anni fa (in base alle ultime ricerche si parla ora di 15.8 miliardi di anni, New Scientist, 4 agosto 2006), le leggi che determinano lo svolgersi degli eventi nel cosmo erano pienamente funzionanti e determinavano la formazione della materia, l'accensione e il brillare delle stelle, l'esistenza dei pianeti, l'evoluzione della vita e l'emergere di almeno una specie consapevole e riflessiva. Da dove provenivano le leggi? I cosmologi pensano che il nostro universo potrebbe situarsi in un ambiente super-cosmico, il "multiverso", un'unità costituita da un numero indefinito di altri universi, come gli alberi di una foresta (‘The Elegant Universe’, Brian Greene, pagine 364 - 370). In realtà, le leggi dell'universo hanno origine in una situazione che trascende la nostra dimora cosmica. Anche se particolari esiti non sono predeterminati, viviamo in un nido terrestre secondo modelli regolati dalla legge naturale che ha origine nella sfera trascendente.

Negli anni '70 James Lovelock lavorava alle missioni Viking, per la ricerca di segni di vita su Marte e si rese conto che la vita non si inserisce in ambienti esistenti bensì plasma l'ambiente per migliorare le premesse per la vita. Nella sua ipotesi di Gaia afferma,1 “This postulates that the physical and chemical condition of the surface of the Earth, of the atmosphere, and of the oceans has been and is actively made fit and comfortable by the presence of life itself.” ("Gaia" J E Lovelock, 1979, pag. 152). Agli inizi la Terra era un pianeta velenoso e ostile, ma attraverso le funzioni della vita è diventata un posto piacevole e confortevole per viverci. La legge naturale, operando attraverso la vita, ha mantenuto un equilibrio nel tempo, in modo che una specie non oltrepassi i propri limiti a danno di altre specie. L'equilibrio può essere sconvolto dall'arrivo di un asteroide, come avvenne per la scomparsa dei dinosauri, ma la vita risorse con una diversità maggiore di prima e permise la comparsa di una specie consapevole di mammiferi, impegnata ad affrontare la dura prova della sopravvivenza.

Se la legge naturale, attraverso metodi come l'istinto, governa il mondo naturale, c'è da chiedersi se la specie umana non sia soggetta alle stesse regole come gli altri animali. Con l'affermarsi della consapevolezza, si direbbe che la nostra specie si sia liberata dai meccanismi di controllo di lunga data che disciplinano tutte le altre specie della vita. Oppure no? Anche se abbiamo un forte sentimento di essere liberi di fare ciò che vogliamo, la legge naturale continua ad agire nella società umana creando risultati che possiamo osservare nel mondo?

Il funzionamento della legge naturale non è un processo consapevole, bensì un flusso di modelli che producono risultati. Tutto ciò che osserviamo nell'universo e di cui facciamo esperienza nella vita è il funzionamento di questi modelli. Alcuni aspetti della vita sono cooperativi, come James Lovelock ha osservato e descritto nella sua teoria di Gaia. Altri aspetti sono più competitivi, come rivelato da Charles Darwin[3] nella sua teoria dell'evoluzione. Proprio attraverso la sopravvivenza competitiva del più idoneo emergono e si affinano nuove specie, ma la concorrenza non può avvenire in assenza delle basi dei processi cooperativi della vita. Lo stesso flusso di modelli che ha usato inizialmente forme di vita sulla Terra per trasformare un pianeta velenoso in un luogo piacevole da vivere, vi avrebbe anche inserito il dato che la consapevolezza potrebbe implicare un rischio di estinzione. Quanto la legge naturale consente -ad esempio l'arrivo di un asteroide per eliminare i dinosauri- sarebbe parte integrante dei modelli della legge naturale che fluiscono attraverso lo spazio e il tempo per generare nuovi inizi.

La drammatica scomparsa dei dinosauri ha portato ai mammiferi e dai mammiferi è emersa nel nido terrestre una specie consapevole. La Natura però non riposa mai e cerca sempre nuove forme espressive attraverso il funzionamento dei modelli della legge naturale, spargendo i semi per massimizzare le possibilità di sopravvivenza. Nel caso della nostra specie, l'unica forma di vita consapevole prodotta dalla Terra, il rischio per la sua sopravvivenza è restare abbarbicata al nido. Sappiamo ora che il rischio è reale. Come la legge naturale modificherebbe quindi i modelli che regolano la vita per consentire la diffusione dei semi della consapevolezza e massimizzare le nostre possibilità di sopravvivenza?

In una prima fase si avrebbe un allentamento dei vincoli dell'istinto che si accompagnerebbe all'emergere della consapevolezza nel mondo naturale. Una volta allentati i controlli naturali, gli esseri umani potrebbero danneggiare l'ambiente e provocare l'estinzione di altre specie viventi. Questo risultato lo osserviamo oggi nel mondo ed è avvenuto in altre epoche. Se in natura è inserito un comando per una specie consapevole di andare nello spazio e disseminarsi tra le stelle per massimizzare le sue possibilità di sopravvivenza, tale specie dovrebbe evolvere in una società capace di attivare nuove tecnologie e creare grandi opere. Soltanto con questa propensione una specie consapevole potrebbe avere la possibilità di uscire dal nido e imparare a volare nello spazio e sparpagliarsi tra le stelle. Questa inclinazione si osserva nella società umana. Inoltre, la prosperità e l'accesso alle risorse si concentrerebbe nella mani di una minoranza, in quanto la realizzazione di un programma spaziale assorbe enormi risorse. Questa situazione creerebbe povertà nel mondo, come osserviamo oggi.

Se esaminiamo l'ascesa di civiltà che hanno costruito grandi opere possiamo renderci conto del flusso dei modelli atto a portare alla realizzazione di un programma spaziale, ad esempio le piramidi egizie, le cattedrali medioevali, i grattacieli dell'era moderna e anche le statue dell'isola di Pasqua. È possibile che gli abitanti dell'isola di Pasqua siano stati afferrati da un modello di legge naturale rivelatosi dal punto di vista evolutivo un vicolo cieco, altamente distruttivo per la loro società. Jared Diamond sottolinea come gli Europei nel 1500 e i Giapponesi nel 1600, presa coscienza dei loro comportamenti distruttivi nei confronti dell'ambiente, modificarono le loro abitudini ripiantando gli alberi delle foreste che stavano scomparendo e così facendo evitarono un degrado ambientale che avrebbe minato la loro civiltà (‘Collapse’, pag. 294). Ciò mostra che la società umana non è sempre detenuta in ostaggio dal flusso della legge naturale. Se gli abitanti dell'isola di Pasqua avessero preso atto della loro difficile situazione, avrebbero potuto reagire e creare per se stessi un futuro completamente diverso. Purtroppo non lo fecero.

Si potrebbe descrivere il sottile funzionamento della legge naturale nella società umana, che genera risultati atti a portare all'espansione nello spazio, come un impulso evolutivo. Il funzionamento di questo impulso può avere impatti distruttivi sulla società e l'ambiente e nel nostro caso, la società e l'ambiente mondiali. Diventando consapevoli di questo impulso evolutivo, teso a diffondere la consapevolezza nello spazio, come semi da un baccello o uccelli dal nido, possiamo lavorare con la Natura anziché combatterla. Grazie alla consapevolezza del flusso di questo modello di legge naturale, possiamo predisporre l'espansione verso le stelle e al tempo stesso esaminare come agire per porre fine alla povertà e alla fame ed evitare l'estinzione di specie e il danno che stiamo arrecando all'ambiente del nostro pianeta. Come la Terra si è ripresa dopo l'ultimo grande impatto del meteorite che causò l'estinzione dei dinosauri, anche questa volta la Terra si riprenderà dal danno arrecatole. Ciò che non si può recuperare è la chance di espansione nello spazio. Se perdiamo questa opportunità restando in un'ottica a breve termine, come gli abitanti dell'isola di Pasqua, finiremo in un vicolo cieco dal punto di vista evolutivo.

Sulla base di queste osservazioni ci si può chiedere se l'universo ci stia inviando un messaggio chiaro per la nostra sopravvivenza e il progresso. Per sopravvivere dobbiamo lasciare il nido terrestre e andare nello spazio. Per garantire la nostra sopravvivenza nello spazio dobbiamo aumentare la nostra consapevolezza della correlazione con tutti i membri dell'umanità. Grazie a questa maggiore consapevolezza sarà possibile conseguire la pace sulla Terra e passare da uno stadio giovanile al livello maturo di una vita consapevole, un livello molto più adatto alla sopravvivenza nello spazio e agli spostamenti tra le stelle. Il mancato passaggio alla maturità e quindi il tentativo di affrontare in modo immaturo lo spazio potrebbe mettere a repentaglio la nostra sopravvivenza e le nostre speranze riguardo allo spazio. Si tratta di una scelta da compiere a livello singolo e collettivo e da tradurre in realtà. L'Universo è severo e nuotare contro le correnti della legge naturale può essere rischioso. Aggrapparsi ad un comportamento giovanile e non riuscire a passare ad un livello di maturità superiore potrebbe significare, purtroppo, un vicolo cieco per la nostra specie.

Valori celesti

Apprendiamo dalle discussioni scientifiche che l'universo viene descritto come un evento in corso in un ambiente più vasto e misterioso che trascende lo spazio e il tempo ed è chiamato dai cosmologi 'multiverso'. Si può raffigurare il nostro universo come una bolla spazio-tempo che galleggia nel multiverso. Siamo abituati a pensare in termini di passato, presente e futuro, ma la nostra esperienza del tempo è limitata all'universo. Qualsiasi dimensione oltre il nostro universo è anche oltre lo spazio e il tempo e non può essere affrontata o capita sulla base delle regole e delle leggi della scienza che sono limitate ad eventi nel continuum di spazio-tempo. Sebbene l'universo possa essere considerato come una bolla in un oceano multiversale, difficilmente si potrebbe separare il nostro cosmo dal multiverso, così come non si potrebbe pensare ad un utero separato dal corpo materno. Il nostro universo esiste nel multiverso, perché è fatto e sostenuto dal multiverso, proprio come l'utero materno è parte del corpo della donna.

I cosmologi indicano anche che nel multiverso esistono altri universi, in numero forse infinito, come alberi in una foresta. Il nostro universo è sbocciato dalla gemma come un fiore in tutta la sua bellezza e la nostra comparsa nel nido terrestre è parte integrante della rivelazione della Natura che fluisce dal multiverso. Anche se come creature confinate ad un unico albero di questa foresta trascendente non siamo in grado di esaminare il multiverso direttamente. Esistono qualità della foresta che ci aiuterebbero ad afferrare la realtà del multiverso, come il sole che brilla attraverso i rami di un albero terrestre, o gli effluvi che aleggiano tra le sue foglie in provenienza dalla foresta circostante?

Nel corso della vita conosciamo felicità, amore, bellezza, gioia e compassione, descrivibili come le qualità superiori della vita che non sembrano dipendere dalla legge naturale, ma sono essenziali per la vita e conferiscono significato all'esistenza. Se la legge naturale ha creato il nido terrestre in cui ci troviamo, c'è da chiedersi se le qualità superiori della vita trascendano il nostro universo e fluiscano attraverso il cosmo come la brezza che aleggia tra gli alberi di una foresta. Se è così, perseguire le qualità superiori della vita potrebbe essere la maniera di accostare il multiverso e valutare la dimensione trascendente oltre il nostro universo. La possibile correlazione tra il nostro universo e il multiverso attraverso le qualità superiori della vita potrebbe rivelare che nel ruolo della consapevolezza intervengono altri fattori oltre all'essere un bravo cacciatore, un fiero guerriero, un abile commerciante o uno stregone tribale. L'applicazione pratica delle qualità superiori della vita può offrici una finestra per affacciarci sul multiverso, oltre il nostro albero cosmico.

La prospettiva del multiverso rivelata dalla scienza, è una frontiera da valicare con uno spirito di scoperta e avventura ed è un argomento che merita di essere approfondito e ampiamente dibattuto. Come con la relatività e la meccanica quantistica, l'universo ci stimola con strane dimensioni dove le leggi normali sembrano non valere. Anche se la legge naturale sembra svanire nel multiverso, lo studio della Natura ci può condurre ai confini dell'universo, dove si può meditare sulla realtà oltre lo spazio e il tempo, il significato della vita e il nostro ruolo nel grande disegno dell'esistenza.

Attualmente consideriamo che la concorrenza sia il principale metodo per gestire le imprese secondo la legge della sopravvivenza del più idoneo. L'accento è messo sullo spirito di competizione del singolo che diventerà un vincente o un perdente. É questa la migliore maniera di gestire un mondo? I livelli di povertà eccezionalmente elevati registrati ora anche all'interno di nazioni prospere non sono positivi e non indicano che la concorrenza spietata fornisca i risultati migliori per tutti i membri dell'umanità. Si può capire meglio la situazione attuale, alla luce dell'impulso evolutivo, dove i singoli possono essere inconsapevoli di come il flusso sottile dei modelli della legge naturale possa influenzare le decisioni collettive delle persone, dei politici e degli imprenditori. Gli esempi del Giappone e dell'Europa mostrano che è possibile per una società prendere atto del processo e individuare un indirizzo alternativo e migliore per il futuro. Ciò è successo anche nella nostra era moderna, con lo sviluppo dei diritti umani e di prassi commerciali alternative, come le cooperative.

Troviamo il modello di una società equilibrata nella Natura che si serve della cooperazione per sostenere la vita e della concorrenza per guidare l'evoluzione. La particolare intensità della concorrenza in questo periodo della storia umana, può richiedere un'applicazione più risoluta delle qualità superiori della vita, per conseguire un approccio alternativo favorevole alla nostra sopravvivenza sulla Terra e nello spazio. La compassione o empatia ad esempio può rivelarsi la qualità necessaria per costruire una società sana e inclusiva. La consapevolezza della necessità della compassione potrebbe essere la tappa critica da superare per realizzare la transizione da una specie giovanile a una specie matura e consapevole. Introducendo la compassione come base per l'economia, l'approccio sarebbe un ambiente economico completamente inclusivo per tutti i cittadini della Terra. Permettere che un membro della società soffra o negargli la partecipazione al tessuto sociale sarebbe contrario al principio fondamentale della compassione e sarebbe pertanto inaccettabile in una società inclusiva e matura.

L'avidità è spesso citata come elemento della concorrenza e l'espressione “L'avidità è bene” era ad un certo punto uno slogan. Per molti l'avidità è il principale problema del mondo odierno, ma l'avidità è soltanto una maschera che nasconde la realtà della situazione. Se si strappa la maschera, ciò che emerge è l'impulso sfrenato a sopravvivere, una spinta legata all'impulso evolutivo a massimizzare l'opportunità per i figli consapevoli della natura a espandersi nello spazio. Soltanto attraverso l'avidità e la correlata cecità alla sofferenza causata agli altri è possibile concentrare a sufficienza ricchezza e risorse in una società tecnologicamente avanzata. In un contesto più ampio, l'avidità è un aspetto della fase giovanile della consapevolezza che si può abbandonare nella misura in cui diventando consapevoli delle forze in gioco ci adoperiamo a creare il nuovo equilibrio tra società umana e natura e a fondare la civiltà nello spazio. L'avidità è positiva per la sopravvivenza della consapevolezza giovanile ma sarebbe un anacronismo per i membri maturi di una civiltà in viaggio nello spazio.

All'insegna della compassione, si troverebbero modi per una compartecipazione attiva di tutti i membri dell'umanità al tessuto sociale e la condivisione dei vantaggi collettivi. Questo approccio non escluderebbe la concorrenza che è vitale per migliorare la tecnologia e realizzare nuove scoperte. La concorrenza è però soltanto la metà di un approccio della vita naturale ed equilibrato e l'altra metà è la cooperazione. Con la partecipazione attiva di tutti i membri della società e un'equa ripartizione dei benefici, l'intera economia diverrà più forte e robusta. La disoccupazione, la sottooccupazione e la povertà sono segni evidenti di una società immatura e giovanile che rappresenta un pericolo per se stessa in quanto la paura e la mancanza di speranza aumentano quando si nega alle persone l'accesso alla compagine sociale. Dalla sofferenza, dalla paura e dall'assenza di speranze nasce lo spettro del terrorismo che tormenta il nostro mondo e minaccia i futuri insediamenti umani e gli sviluppi spaziali.

Spazio verde

A differenza degli abitanti dell'isola di Pasqua, siamo ben consapevoli dei problemi del mondo odierno, ma manca la volontà di agire prontamente. La comprensione delle forze evolutive che influenzano le società umane e il comportamento collettivo sarebbe un buon inizio per risolvere le calamità terrestri. Se lo spazio è parte integrante di una soluzione ambientale globale, lo spazio sarà anche parte di una soluzione ecologica per la Terra. Adoperandoci per fornire aria pulita, acqua e cibo per gli insediamenti spaziali, le soluzioni potranno essere applicate alle comunità in qualsiasi luogo della Terra. Eliminando la fame vengono a mancare i presupposti per i danni inferti agli ambienti locali. La gente affamata non è motivata a preoccuparsi dell'ambiente della Terra o a fare piani per il futuro.

Per molto decenni ecologisti come il professor Charles Birch hanno cercato di promuovere modalità atte a far diventare la nostra società “socialmente equa e ecologicamente sostenibile.” (‘Confronting the Future’[2], edizione 1993, pag. 2). L'equità e la sostenibilità sono due lati della stessa medaglia. L'equità sociale si realizza in un ambiente dove tutti i figli della Terra godono di una buona qualità della vita e hanno prospettive per il futuro. L'equità però non si consegue soltanto riflettendo e scrivendo articoli al riguardo. L'applicazione pratica della compassione nelle comunità umane e nella prassi economica è l'unica maniera per rifiutare la povertà come un'economia criticamente negativa che minaccia la sostenibilità ambientale e la sicurezza mondiale . Birch propone di effettuare “la transizione dalla fase economica di sfruttamento -"l'economia alla cowboy"- alla "economia delle navi spaziali" e realizzare che “il ruolo della natura nell'economia è che la natura è il sistema di supporto della vita economica” (pagina 19). Nel 1969 Buckminster Fuller ha presentato il suo ‘Operating Manual per Spaceship Earth’, perché la Terra era stata recentemente vista dalla Luna ed era diventato evidente che il nostro pianeta è un sistema chiuso con limiti alla crescita e che se le cuciture cominciano a saltare, subentra un rischio per i sistemi di supporto della vita e la nostra sopravvivenza è minacciata.

Sappiamo ora che esistono limiti alle soluzioni tecnologiche che ci salveranno dal nostro comportamento distruttivo sulla Terra e ciò vale anche per lo spazio. La nostra capacità di sopravvivenza nello spazio dipende dalla disponibilità di aria, acqua e cibo. Abbiamo bisogno di sistemi sani per mantenere sana la vita. La ricchezza non serve a nulla senza una vita sana e un ambiente gradevole e l'insegnamento tratto dallo spazio ci aiuterà anche a garantire una vita sulla Terra a sua volta sana e piacevole. Dopo tutto, la Terra è, e sarà sempre, la nostra nave spaziale più importante nel sistema solare, il nostro pianeta di origine, il luogo più verde dello spazio.

Corpo di pace solare

Immaginiamo un futuro dove la visione di pace sulla Terra e nello spazio si concretizza, dove l'economia solare è basata sulla compassione che consente a tutti di partecipare e dove l'amore per la Terra si traduce nelle cure per riparare i danni inferti al nostro pianeta dai processi industriali e dalla crescita demografica. In questo ambiente si potrebbe pensare ad un'organizzazione dove i cittadini del sistema solare compiono dei soggiorni a Terra per migliorare il pianeta. Nel curriculum educativo dei cittadini solari sarebbe previsto un soggiorno sulla Terra per capire la vita sul pianeta e scoprirne la storia e la cultura. Ci vorrà del tempo prima che i vantaggi di un'economia basata sulla compassione si affermino in tutti i settori della società umana, ma il fatto di adoperarsi per questo obiettivo è un motivo di speranza mentre ora regna la paura. Con la diffusione della speranza aumenta la serenità e più le persone saranno felici, più le radici di conflitti e terrorismo languiranno per sparire, si spera, del tutto. Il concetto di un corpo di pace solare, o qualcosa di equivalente, potrebbe far parte dell'impegno a costruire un mondo migliore sulla Terra e nel sistema solare. In preparazione dei viaggi tra le stelle, possiamo iniziare il processo per diventare una specie matura e compassionevole, consapevole e degna di fungere da ambasciatore del sistema solare. Fintanto che vi saranno persone senza tetto nelle nazioni prospere, fame nei paesi poveri e persisteranno i danni ambientali al pianeta, molto resta da fare per realizzare la pace sulla Terra e garantire la sicurezza nello spazio.

Esplorazione interstellare

Nel maggio 2006 la sonda Voyager ha lasciato i confini del sistema solare, a una distanza di circa 14 miliardi di chilometri (circa 94 UA) dalla Terra, ed è entrata nello spazio interstellare. Lanciate per un percorso attorno ai pianeti nel 1977, Voyagers 1 e 2 non saranno probabilmente le ultime sonde a lasciare il sistema solare per dirigersi verso le stelle. Tra i vari sistemi di propulsione per inviare sonde di esplorazione delle stelle, un metodo molto efficace potrebbe rivelarsi la vela solare. Grandi e leggere, le vele solari sotto la spinta di un potente raggio laser potrebbero lentamente ma costantemente acquisire una velocità molto elevata e giungere a destinazione vicino ad una stella contigua nel giro di decenni anziché secoli o millenni.

Le vele solari furono proposte dal Dr Louis Friedman quando lavorava alla NASA negli anni '70, come una soluzione per non mancare l'appuntamento con la cometa di Halley. L'idea non fu allora applicata, ma nel 2001 la Planetary Society cercò di testare una vela nell'orbita terrestre. Sfortunatamente l'impresa fallì, così come un secondo tentativo nel 2004, prima che la vela potesse spiegarsi. La tecnologia è veramente semplice e logica ed è soltanto una questione di tempo prima che venga collaudata con successo.

Data la velocità elevata, tali voli verso le stelle sarebbero missioni fly-by, che invierebbero a Terra un'enorme quantità di informazioni su altri sistemi stellari. Si potrebbero inviare innumerevoli esploratori interstellari verso migliaia di stelle, fabbricati in serie nelle fabbriche automatizzate del sistema solare. Gli esploratori che escono dal sistema solare in tutte le direzioni fungerebbero per gli astronomi come un occhio gigante ed in espansione per esaminare più a fondo e nei dettagli l'universo e cercare pianeti dove esiste la vita ed eventualmente una specie e una civiltà intelligenti.

La scoperta di una tecnica per ridurre la velocità degli esploratori interstellari al momento del loro arrivo a destinazione permetterà di progettare sonde spaziali atte a contenere una grande quantità di piccole macchine che, una volta installate su una roccia, potrebbero cominciare a costruire macchine più grandi e una stazione di comunicazioni per inviare un flusso continuo di dati al sistema solare sul nuovo sistema stellare. Le macchine potrebbero anche fare copie di se stesse e costruire la propria fabbrica automatizzata per la produzione di sonde spaziali di esplorazione da inviare attorno al nuovo sistema stellare e rinviare tutti questi dati al sistema solare. A questo punto l'universo diventerebbe un luogo molto più piccolo e solo il tempo si frapporrà tra la nostra civiltà solare e le stelle remote.

Rete stellare

Quando le sonde interstellari saranno in grado di costruire una fabbrica automatica in un sistema stellare contiguo, la stazione stellare potrebbe produrre in serie gli esploratori stellari da inviare con vela solare verso altre stelle, un processo che continuerebbe da stella a stella; le stazioni stellari diventerebbero centinaia e migliaia e addirittura milioni. Ogni stazione stellare sarebbe in comunicazione con tutte le altre e con il sistema solare, creando una grande rete tra le stelle, comunicando osservazioni e scoperte e fungendo da stazioni di allerta precoce di qualsiasi eventuale pericolo nelle profondità stellari. E' fantastico pensare che con la tecnologia disponibile e in corso di sviluppo, la mano umana potrebbe raggiungere l'universo nel tempo di un battito di ciglia di un occhio cosmico. Con l'aumento della capacità di elaborazione di ciascuna stazione stellare, parallelamente allo sviluppo della rete, si potrebbero sottoporre alle stelle i problemi più complessi per analisi e soluzione.

In direzione delle stelle

L'astronomia futura nel sistema solare consentirà incredibili scoperte dei sistemi stellari confinanti e galassie remote. Una volta scoperta una tecnica per viaggiare rapidamente nello spazio, le missioni con persone a bordo toccheranno la polvere aliena e stabiliranno a breve termine rami dell'umanità tra le stelle. Se invece i viaggi verso le stelle dovessero durare centinaia di anni o addirittura millenni, vorremmo ancora andarci?

Se l'unica opzione fosse un lungo viaggio verso le stelle con i sistemi di propulsione disponibili, il perfezionamento della costruzione dei sistemi di supporto della vita negli insediamenti tipo stazione spaziale si rivelerebbe essenziale per i futuri viaggi stellari. Anziché pensare a un piccolo numero di avventurosi diretti a una data stella, il viaggio potrebbe svolgersi su una flotta di grandi navi stellari, dotate di gravità artificiale come sulla Terra e spazi abitativi sufficientemente grandi per contenere una piccola nazione.

Con un grande numero di viaggiatori in una flotta di navi stellari, la vita sociale di più generazioni sarebbe molto simile a quella nel sistema solare, con quasi tutte le stesse opportunità. La flotta stellare resterebbe in costante comunicazione con il sistema solare e riceverebbe tutte le ultime notizie, trends e scoperte dallo spazio interstellare. Tale flotta potrebbe anche mantenersi in contatto con altre flotte stellari in uscita dal sistema solare e la grande rete di comunicazioni tra le stelle. I residenti dello spazio interstellare potrebbero dedicarsi alla ricerca scientifica, all'astronomia e all'arte e sfidare le frontiere delle conoscenza e comprensione umana. I residenti dello spazio profondo potranno inaspettatamente compiere delle scoperte, ad esempio come viaggiare più rapidamente tra le stelle. Molte flotte stellari verrebbero ammodernate più volte, perfezionando i sistemi di propulsione nel loro viaggio verso le stelle e accorciando la durata del viaggio.

Una parte del divertimento scomparirà per i viaggiatori stellari in arrivo ad un nuovo sistema solare poiché troveranno una stazione stellare già insediata e destinata a durare svariati anni, decenni o addirittura secoli. Intere città potranno essere progettate durante il volo e costruite dalle macchine prima dell'arrivo.

La necessità di pianificare i viaggi stellari e promuovere la ricerca correlata è identica alla necessità di espansione nel sistema solare. Vivendo in un universo pericoloso, l'improvvisa esplosione di una stella contigua in nova, l'onda di radiazione sarebbe letale per la vita come lo fu la montagna proveniente dallo spazio che segnò la fine dei dinosauri. L'espansione verso le stelle è un'altra polizza di assicurazione per il futuro della sopravvivenza umana e manterrà vivo lo spirito di avventura e scoperta nei figli del sistema solare.

Manca ET

Anche se gli astronomi sono in grado di individuare e descrivere pianeti in orbita attorno a stelle remote, non è ancora stata trovata nello spazio una civiltà aliena. Le stelle permangono silenziose e ciò potrebbe essere dovuto a quattro ragioni. 1°: siamo l'unica forma di vita cosciente nell'universo e se questo è il caso, è nel nostro interesse preoccuparci di più della nostra sopravvivenza. 2°: gli extraterrestri esistono, osservano i nostri progressi, in attesa di decidere se possiamo essere accolti nella comunità cosmica, oppure siamo una specie demoniaca da tenere sotto stretto controllo. 3°: altre specie consapevoli giunte prossime all'espansione nello spazio non sono riuscite a compiere la transizione dallo stadio giovanile ad esseri maturi, capaci di garantire la propria sopravvivenza. 4°: siamo la prima specie consapevole capace di espandersi nello spazio e altre specie esistono tra le stelle che si sono messe in viaggio. Qualora raggiungessimo le stelle, rapidamente o con lentezza, come ci comporteremmo verso altre forme di vita? La storia della Terra è insudiciata da conquiste tribali e l'espansione di potenze imperiali a detrimento dei più deboli. Si può sperare che se incontriamo nei viaggi spaziali altre forme di vita consapevoli, ci comporteremo in mezzo alle stelle come una civiltà matura e compassionevole, un po' come angeli che osservano silenziosi, desiderosi di porgere aiuto.

Iniziativa spaziale dei cittadini della Terra

Vorreste potervi esprimere sulla società che si sta per creare nello spazio? Se un numero sufficientemente grande di persone nel mondo esprimesse vedute comuni circa il futuro della società umana nello spazio, la loro voce collettiva avrebbe un impatto sulle decisioni dei governi e delle società. Se questo gruppo di persone che condividono una visione simile, costituisse un'organizzazione basata sulla preoccupazione di garantire la sopravvivenza umana, che garantisca la sicurezza nello spazio e faccia progredire la nostra civiltà nel sistema solare e tra le stelle, potrebbe prendere in considerazione l'idea di raccogliere fondi per avviare il proprio programma spaziale. Se il gruppo considera gli insediamenti tipo stazione spaziale un obiettivo chiave, ci si potrebbe concentrare sulla costruzione del primo di questi insediamenti. Il successo di tale iniziativa costituirebbe una forte motivazione per i governi e le società ad aumentare il loro impegno nello sviluppo spaziale. L'organizzazione dei cittadini della Terra diventerebbe parte interessata al nostro futuro nello spazio e potrebbe influenzare le decisioni sull'emergente società solare.

La visione dello spazio dei cittadini della Terra può cominciare con poche persone di buona volontà, ma per avere un impatto occorrono partecipazione e sostegno in modo da diventare un milione e più. In questa maniera la visione dello spazio potrebbe diventare un'attività di interesse generale, tesa a coinvolgere l'intera società umana nell'obiettivo di sopravvivenza e prosperità nello spazio, pace sulla Terra e sicurezza nel sistema solare. Affinché tale visione si realizzi, i vantaggi dello spazio devono interessare l'intera umanità. Grazie a una vasta partecipazione di persone impegnate a conseguire risultati pratici sulla Terra e nello spazio, sarà possibile prevedere una consistente raccolta di fondi per spronare dalla Terra alle stelle un'iniziativa spaziale dei cittadini della Terra. Se la nostra sopravvivenza conta, la sfida è inviare un messaggio che convinca a partecipare e ad agire. Se la compassione conta, allora è un'ottima sede per cominciare a discutere come realizzare l'impresa.

I fondi di un'iniziativa spaziale dei cittadini della Terra potrebbero essere messi a disposizione della ricerca e sviluppo con:
  - la progettazione del primo insediamento tipo stazione spaziale;
  - lo sviluppo di modalità efficienti e razionalmente economiche di volare nello spazio – CATS (Cheap Access To Space);
  - la formazione di tecnici per la costruzione di strutture spaziali;
  - l'investimento nello sviluppo di metodi robotizzati per realizzare strutture e altre attività, come l'estrazione mineraria, nello spazio;
  - la formazione e preparazione di quanti vivranno nell'insediamento spaziale;
  - la progettazione dell'economia solare al servizio della società solare, compresa la Terra e l'umanità;
  - la costruzione del primo insediamento tipo stazione spaziale;
  - lo sviluppo dell'industria spaziale;
  - lo sviluppo della raccolta di risorse sulla Luna, su Marte e sugli asteroidi;
  - la possibilità di costruire il secondo, il terzo e i successivi insediamenti tipo stazione spaziale nel sistema solare;
  - le azioni necessarie per garantire la sicurezza nello spazio realizzando la pace sulla Terra, adoperandosi affinché ogni Terrestre abbia accesso a tutte le opportunità che la vita può offrire a un figlio delle stelle.

Tra le stelle

Abbiamo ora un'occasione d'oro per riflettere sul nostro futuro sulla Terra e nello spazio. Il nostro destino è nelle nostre mani. Se non cogliamo l'opportunità di lasciare la Terra per le stelle, non potremo che biasimare noi stessi. Il successo richiederà ingenti sforzi, ma dobbiamo riuscire se vogliamo garantire la nostra sopravvivenza sul nostro pianeta e nello spazio. Soltanto volando via dal nostro nido terrestre potremo cominciare a renderci conto di tutto il nostro potenziale come figli delle stelle. Come una farfalla che fuoriesce dalla crisalide, possiamo emergere come esseri maturi e compassionevoli, resi più forti dallo sforzo e pronti ad affrontare la sfida celeste nel sistema solare e oltre.

[1] “Our television documentaries and books show us in graphic detail why the Easter Islanders, Classic Maya, and other past societies collapsed. Thus, we have the opportunity to learn from the mistakes of distant peoples. That’s an opportunity that no past society enjoyed to such a degree. My hope in writing this book has been that enough people will choose to profit from the opportunity to make a difference.”
‘Collapse’, 2005, Jared Diamond, page 525. [back]

[2] “The problems that beset each nation and the global community will be resolved either by human intelligence or by the modern horsemen of the apocalypse; famine, environmental deterioration, disease and war. The choice is ours.”
‘Confronting the Future’, 1975, Charles Birch, page 350 – revised edition 1993, p. 322. [back]

[3] “There is grandeur in this view of life, with its several powers, having been originally breathed into a few forms or into one; and that, whilst this planet has gone cycling on according to the fixed law of gravity, from so simple a beginning endless forms most beautiful and most wonderful have been, and are being, evolved.”
‘The Origin of Species’, 1859. Charles Darwin, page 460, 1985 edition. [back]




Kim Peart, nato nel 1952, è un artista visivo che vive in Tasmania, un'isola stato situata a sud-est dell'Australia. I suoi interessi sono la condizione umana, il nostro futuro nello spazio e le dimensioni oltre l'universo. Dal 1976 ha aderito alla L5 Society(*) che dava speranze di insediamento nello spazio, come la grande frontiera. Nel corso degli anni Kim si è adoperato a capire come la nostra civiltà potrebbe vivere in armonia con la Terra e si è occupato attivamente di questioni legate alla comunità locale, all'ambiente, ai diritti umani e globali. Dopo molte ricerche è arrivato alla conclusione che l'evoluzione è operante. Essa interviene sul comportamento umano e determina la forma della nostra società. L'espansione nello spazio non è quindi soltanto un'idea nuova bensì avrà un ruolo critico per la nostra sopravvivenza e la piena realizzazione del nostro potenziale.


Kim Peart 33 South Terrace Lauderdale 7021 Tasmania AUSTRALIA
Ph. 03 6248 1373
Em. kimpeart@keypoint.com.au

(*) NdT. La L5 Society fu fondata nel 1975 per promuovere le idee di colonie spaziali di Gerard K. O'Neill. Nel 1986 the Society si fuse con il National Space Institute, fondato da Wernher von Braun, che costituisce ora la National Space Society.

[traduzione dall'Inglese a cura di Adelia Bertetto]
[Revisione di Klaus Ravasi]
[Bruxelles settembre 2006]

[015.KP.TDF.2006 - 30.10.2006]